Il Rapporto con Karl Heinz

Non sono gatte quelle sono nuvole

Orso dai vieni! C’è Karl-Heinz al telefono

Orso dai vieni ! c’è’ Karl-Heinz al telefono, ciao Karl, tutto bene? si grazie, allora si va, tutti al museo Piaggio. questa sera danno il Giordano Bruno di FILIDEI, libretto di Busellato, si Karl vengo, conosco le opere di FILIDEI, che poi e’ anche mio cugino. Ho avuto modo di sentirlo e vederlo al teatro Verdi di Pisa in NN-Franco Serrantini, al piccolo di Milano e al Valli di Regio Emilia nel Giordano Bruno. A sera ci incontriamo puntuali all’ingresso del museo, i suoi occhi brillano, e’ elegante, barba addomesticata, profumato, eau de ‘cologne al tabacco, un po’ tropo dolce, cappotto e cappello che furono del padre, consunti si ma pettinati e indossati con orgoglio e rispetto, buona la sartoria. E’ emozionato come si e’ sul atrio di un teatro alla prima di una prima. Mi confida, sottovoce, che da molto tempo non si sentiva così felice, non provava tanta eccitazione, so dai suoi racconti che da giovane a Berlino aveva recitato e perfino conosciuto Bertold Brect. Karl-Heinz Hartmann Oels il guerriero, 92 gli anni, si trasfigura qui di fronte a me, s’arrizza, s’atizza si stira si allunga lievita.…e’ magia, cresce in altezza di almeno 20 cm!! Osserva, punta compiaciuto le signore, disinvolto prende le mani protese e le bacia con un misurato e sincronizzato inchino, io mi imbarazzo lui no, si capisce e’ avvezzo “agli incontri galanti“ sorride a tutte e tutti saluta con un cenno del capo mentre “incede” appoggiandosi al bastone. E’ ritto e flessibile, come sorretto, avvolto e trasportato in un cuscinetto d’ aria. Tra qualche minuto musica e che musica! la sua preferita quella nuova, colta che non si sa bene come chiamare, la musica che a inizio del ‘900 cresceva con lui in Europa e che ha avuto anche in John Cage l’americano, uno dei massimi esponenti. Finisce il concerto, vuole assolutamente una foto col maestro Filidei, e’ tardi. Rientriamo in auto silenziosi, Karl sta imballato nel cappotto di fustagno verde, ovattato in una spessa nuvola di soddisfazione, silenziato! ha reciso ogni filo, ogni comunicazione con l’ esterno, sono le 24,40, ci salutiamo. Qualche giorno dopo gli faccio visita, lo trovo ancora scosso, felice, allegro, parla francese, e’ in uno stato di grazia. Lui, instancabile affabulatore, mi incanta e canta per me, “per il mio arricchimento,” dice, parti del “ Giordano Bruno” farcendolo di notazioni filosofiche.  

Mi confida di un suo antico desiderio, comporre, scrivere musica, “sarebbe stata l’attività a me più congeniale” dice “ più della stessa pittura, dopo tutto sono un matematico, con in dotazione un baule di numeri che poi sono anche note”. E via, a parlare a oltranza di storia, del metano sul pianeta Venere, dei cinesi e della super star Xi Jinping. La sua mano di osso e di pelle conciata e’ ballerina e disubbidiente ma diventa docile quando principia a disegnare, i movimenti si allargano, si aprono e si chiudono pacati sulla carta, usa gessi colorati acrilici e pastelli a olio poi, fulmineo, riprendere a raccontare mentre Samanta, la gatta, da 11 anni indiscussa autorità’ della colonia dei 22 , timbra con la zampetta la tela fresca di colore, oh-oh-oh ride Karl divertito e la sua voce, in tedesco, mi suona carezzevole !!.Osserva Interessato i miei disegni i miei lavori e vuole che glieli descriva, mi domanda di tutto, del perché sono così e non in un altra maniera. Mi parla della musica che ascolta, di Bela Bartok, che io conosco poco e di quello che va cercando nei lunghi periodi di solitudine e meditazione, code nel cosmo, profumi ed essenze, cigolii, frattaglie d’arte, i suoni degli ingranaggi del firmamento in movimento, le armoniche nell’ universo, le scie inchiostrate e evacuate da corpi in libertà nel traffico celeste, poi su tutto i colpi del metano che e’ vivo e respira borbotta e si gonfia da qualche parte sotto di noi alla ricerca di un buco per sortire e…..per distruggerci tutti, come ha già fatto su Venere dove lui, sempre il metano, evapora e ripiove a ciclo continuo. L’artista e’ armonia ed equilibrio, dice, e’ un funambolo a passeggio su di un filo colorato teso alto intorno al pianeta blu. Oggi Karl, accesi su di noi i suoi occhi celesti, si esibisce con perizia nella cerimonia del THE, ne conosce la liturgia, il rituale e tutte le sequenze. Io e i miei amici lo guardiamo affascinati, ci sono anche Cristofer e Zeke studenti del Maine di passaggio ospiti a casa mia. Gli piace parlare in inglese con loro, con loro nel Maine, ho appena trascorso un meraviglioso anno di studi. Karl e’ contento, Carlo lo osserva e ne e’ felice, ma, li intorno, ahime’, disturba il creato coi suoi continui spostamenti, e Karl severo:” Ma stai un po’ tranquillo, siediti, concentrati e beviti questo meraviglioso THE verde”.! Caro Karl ci tieni alla tua performance, alla tua recita, sei anche un uomo di spettacolo, e non tolleri disturbatori. Si un pochino sei permaloso, con misura però, possiedi un longilineo, colto, raffinato e ben allevato ego. Che bello che tu sia stato qui con me, che bello che anche io abbia goduto del tuo tempo, che fortuna ! ho potuto disegnare con te, e adesso? Mi manchi guardo e riguardo i tuoi lavori, le tue incisioni cercando anche di copiarti e mi vien da piangere e invece rido ricordandoti. Ciao Karl-Heinz mio grande e amato Maestro che fluttui nella mia anima, mi restano alcuni lavori solo accennati, abbozzati sotto la tua visione, c’è la tua impronta e…quella di Samanta! li dovrò completare finire esporre anche per te…adesso vai, vola, vola lèggero per le vie del cielo celeste, ciao Oels, Barone dagli occhi di pietra viva, due preziose acque marine, fai attenzione! non sono gatte quelle, sono nuvole.